Chi siamo

Redazione

Disclaimer

Privacy Policy

Le opere sono eterne è vero, ma ora lo sono nel vero senso della parola. La scoperta che cambierà tutto

Una ricerca pubblicata su Nature Nanotechnology sta aprendo nuovi scenari particolarmente interessanti per la conservazione delle opere d’arte.

Uno dei grandi problemi che musei e restauratori devono fronteggiare è infatti legata al deterioramento delle opere, con perdita progressiva dei colori originali.

opere eterne scoperta
labiennale.it – Le opere resteranno eterne grazie a questa scoperta

Le cose potrebbero però cambiare grazie a un ritrovato tecnologico che potrebbe costituire una vera e propria rivoluzione, una soluzione di riferimento che garantirà la preservazione più efficace dei colori delle opere che di norma vengono compromessi dall’esposizione prolungata a ossigeno, gas e altri elementi.

Il segreto è nel grafene

Il segreto della soluzione pubblicata sulla rivista di nanotecnologia è legato all’utilizzo del grafene che, secondo quanto afferma Costas Galiotis, uno dei co-autori della ricerca, potrebbe essere utilizzato come uno strato protettivo trasparente sulle opere d’arte, applicabile in modo facile e rapido, e rimovibile con semplicità, contrariamente a quanto avviene con altri filtri protettivi in commercio, che sono a base di materiali polimerici.

opere d'arte
I test effettuati con il grafene hanno dato risultati più che incoraggianti – labiennale.it – Fonte Pixabay

Naturalmente, non è stato facile convincere molti artisti a mettere a disposizione le loro opere per la fase di test. I pittori erano particolarmente riluttanti all’idea di prestare le loro opere per fare queste prove potenzialmente invasive, fino a quando non hanno trovato la disponibilità dell’artista Matina Stavropolou, che ha deciso di mettere in uso alcune sue recenti creazioni.

Dunque, per provare che il grafene è effettivamente una buona soluzione al problema del deterioramento dei colori delle opere d’arte, i ricercatori hanno preso alcuni dipinti dell’artista e hanno coperto con il materiale metà superficie di ciascuno dei due, per rimetterli poi in una stanza speciale che è stata studiata per accelerare il processo di invecchiamento.

Alla fine, il grafene non ha mostrato crepe o pieghe alla fine di questo periodo di stress, mentre un altro quadro è stato usato per dimostrare quanto sia semplice rimuovere lo strato di questa sostanza.

La tecnica continuerà ora ad essere studiata, con la necessità di considerare che non può essere adatto a ogni situazione, privilegiando materiali come carta, cartone o tela, piuttosto che altre superfici più irregolari o in rilievo. In quel caso si potrà però optare anche per stendere il grafene sui vetri che di norma sono posti dinanzi a queste opere per proteggerle dagli agenti esterni.

Impostazioni privacy