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Riflesso nascosto nel quadro del Caravaggio: scoperto dopo molti anni, ora sappiamo la verità

Nel quadro di Caravaggio appare un particolare essenziale che rivela la verità sulla tecnica utilizzata dall’artista.

Tra i più grandi pittori della storia dell’arte di Michelangelo Merisi conosciuto come Caravaggio, è stato il massimo esponente del Naturalismo, le sue opere rappresentano lo studio della realtà e della sua mimica, in tutte le sue forme. Le scene dei suoi quadri vedono protagoniste persone umili catturate in momenti di estremo pathos e tensione emotiva, soggetti di fiori e frutti come natura morta e l’inconfondibile maestria nell’utilizzo della luce e dei contrasti, capaci di dar vita ad atmosfere teatrali, dove la plasticità dei volti viene messa in risalto dal chiaroscuro, per dare volume e spessore alle figure.

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Bacco di Caravaggio (1596-1597), 95×85 cm, Galleria degli Uffizi di Firenze – labiennale.it 

La sua arte divenne particolarmente rivoluzionaria, anche per la sua abilità nel ritrarre nei suoi dipinti religiosi santi e figure sacre come persone comuni, con tratti realistici e imperfezioni che le rendevano più umane. Le sue interpretazioni religiose furono spesso criticate e vittime di pessimi giudizi, anche se rappresentarono una grande rivoluzione anche verso la perfezione delle figure sacre, avvicinando così la religione alla natura umile e umana.

Il riflesso nel quadro svela la tecnica di Caravaggio

Nella rappresentazione della realtà Caravaggio non ambiva a modelli e modelle dai corpi perfetti, preferiva fare riferimento a persone comuni di strada, amici, in grado di dare una visione più veritiera della realtà nei quadri, valorizzandola grazie alla sue tecniche artistiche. Lo studio sull’esecuzione delle opere di Caravaggio era frutto di un ingegno attento, creativo e impulsivo, utilizzava qualsiasi metodo utile per ottenere il risultato che voleva. In uno dei suoi dipinti venne notata una particolare strategia esecutiva utilizzata dall’artista. Nel quadro del “Bacco” (1596-1597), solo nel 2009 venne scoperto un particolare sorprendente, osservato grazie a un riflesso presente sulla brocca del dipinto.

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Bacco di Caravaggio (1596-1597), 95×85 cm, Galleria degli Uffizi di Firenze – labiennale.it

Nell’opera Caravaggio rappresenta Bacco, il dio del vino, dell’ebrezza, vitalità, sensualità, vitalismo, nelle vesti di un giovane apparentemente brillo e adagiato su un materasso tra lenzuola bianche, una brocca di vino e un calice in mano e altra natura morta. Proprio in questi oggetti è stato scoperto grazie a un’analisi di riflettolografia multispettrale, sul riflesso della brocca a sinistra, che Caravaggio utilizzò se stesso come modello per realizzare la figura del Bacco.

Ciò è stato affermato anche dall’esperta Mina Gregori, spiegando che sul riflesso è stato possibile osservare la sagoma dell’artista che dipinge. Di fatto, già in passato durante gli studi delle opere di Caravaggio, era stato scoperto che l’artista utilizzava spesso gli specchi per realizzare le sue opere, una tecnica che gli permise di ottenere diversi effetti di una “pittura fotografica”.

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