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Cosa si faceva a Pompei prima dell’eruzione del Vesuvio? L’incredibile mostra sulla vita comune

Come si svolgeva la vita a Pompei prima che l’eruzione vulcanica distrusse tutto? Ecco l’interessantissima mostra che lo testimonia

Chiunque abbia studiato parte della storia nostrana, saprà bene che il 79 d.C. è stata una data a dir poco catastrofica in territorio campano. In quell’anno, infatti, il vulcano Vesuvio si risvegliò dopo un lunghissimo periodo di quiete, radendo completamente al suolo alcune piccole città site nelle vicinanze, tra cui proprio la meravigliosa Pompei.

pompei mostra
labiennale.it – LA mostra di Pompei sulla vita di tutti i giorni

Ma procediamo con ordine, per chi non ricordasse l’evento in questione. Tale evento eruttivo, che è stato probabilmente il più devastante della storia, ha non soltanto modificato la morfologia del vulcano stesso, ma anche distrutto completamente città come Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia, le cui rovine sono state del tutto ricoperte da strati di pomici.

Queste ultime sono state scoperte a partire dall’XVIII secolo e, ad oggi, sono in parte visitabili mediante tour guidati. Proprio Pompei è uno dei siti più visitati al mondo, ma si sa effettivamente ben poco in merito la sua storia: sui libri di scuola, infatti, vengono per lo più studiati avvenimenti illustri e, quasi sempre, legati ai ceti più alti della popolazione. Proprio sulla base di questa consapevolezza è nata la mostra L’Altra Pompei, di cui vi spieghiamo di più procedendo con la lettura.

Pompei, come si svolgeva la vita prima dell’eruzione del Vesuvio

A cura di Silvia Martina Bertesago e Gabriel Zuchtriegel, direttore degli scavi di Pompei, la mostra vuole essere un vero e proprio atto di memoria, finalizzato soprattutto a dare un vero e proprio focus di quella che era la vita quotidiana della popolazione pompeiana, costituita per lo più da schiavi, liberti, artigiani e lavoratori di svariata estrazione sociale.

mostra pompei sulla vita comune
L’Altra Pompei è una mostra sulla vita comune prima dell’eruzione vulcanica. Foto da Ansa (labiennale.it)

Partito dal 15 dicembre presso la Palestra Grande degli Scavi, il percorso espositivo si divide in ben sette sezioni e prevede circa trecento manufatti (collocati presso il braccio ovest) e tre installazioni multimediali. In questo modo, è possibile esplorare la vita della comunità di Pompei in modo completo, con curiosi approfondimento su svariati aspetti spesso trascurati dai manuali scolastici.

Parliamo non solo di attività regolarmente svolte nella quotidianità, ma anche di abitudini alimentari, modo di intendere i rapporti interpersonali, tecniche di lavoro, il legame con le altre classi sociali e, soprattutto, un aspetto decisamente più spirituale, legato al loro modo di intendere la vita dopo la morte. Presenti anche curiosità in merito all’abbigliamento, al rapporto tra servi e ceti più alti (vissuto in modo anche abbastanza grottesco), ma anche legati all’esperienza religiosa e ai culti maggiormente diffusi, come ad esempio Dionisio e Iside.

E voi siete curiosi di scoprire di più? Non vi resta che visitare l’Altra Pompei!

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