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Dove si conservavano i colori prima dell’invenzione dei tubetti da pittura? La risposta è solo per stomaci forti

Nel corso della storia la pittura a olio ha subito una lunga evoluzione, finendo con il divenire uno dei punti di riferimento nell’arte classica e moderna.

Tra le evoluzioni più interessanti, per esempio, c’è quella sui supporti. Inizialmente le opere pittoriche erano infatti realizzate su supporti di legno mentre, a partire dal XVI secolo, la pittura venne applicata anche su tela, dando così origine a una tecnica pittorica che cambiò solo con la comparsa dei colori acrilici.

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La storia della pittura ha attraversato delle evoluzioni piuttosto interessanti… – labiennale.it – Fonte Pixabay

Le tele erano infatti più leggere e di più facile maneggevolezza rispetto alle tavole di legno. Per questo motivo, furono anche le preferite da parte dei mercati, che trovarono più semplice e pratico trasportare i dipinti su tele arrotolate, piuttosto che portare nei viaggi le tavole di legno.

L’invenzione dei colori nei tubetti

Tra le evoluzioni più emblematiche vi fu poi quella legata al modo con cui i colori potevano essere conservati per il riutilizzo.

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Prima dei tubetti in metallo i colori venivano conservati in un modo molto particolare… – labiennale.it – Fonte Pixabay

Prima del 1841, per esempio, gli artisti erano soliti dipingere nei loro studi. Dunque, ricorrevano alla… memoria per dipingere le immagini che vedevano all’aperto.

Non solo. La pittura era un processo molto lungo, che consisteva in un esteso e complesso lavoro di preparazione dei colori, con il pigmento che veniva ridotto in polvere con un mortaio e conservato dunque in vasetti di vetro. Al momento dell’utilizzo il colore in polvere veniva mescolato con un legante come l’olio e veniva conservato in un modo molto particolare: nelle vesciche di maiale.

L’utilizzo delle vesciche di maiale serviva infatti a evitare che il colore si seccasse troppo in fretta. Non era certamente un modo comodo per conservarlo, ma era sicuramente molto funzionale.

Nel 1841, poi, una grande novità: l’artista americano John Rand inventò i tubetti di metallo morbido, che sostituirono rapidamente i contenitori in cui venivano conservati i colori a olio. Il tubetto rese più semplice la conservazione e più agile il trasporto, permettendo peraltro ai pittori che desideravano ritrarre la natura dal vivo di farlo all’aperto, per tutto il tempo necessario per il completamento dell’opera.

Insomma, l’invenzione del tubetto rese la pittura molto più semplice: gli artisti potevano infatti comprare le tonalità che desideravano e spanderli direttamente sulla tela, evitando così le lunghe fasi di preparazione a cui invece dovevano sottostare i propri colleghi di un tempo.

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