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La malattia nascosta nell’opera di Caravaggio: una piaga dell’epoca che affliggeva anche i bambini

L’Amorino dormiente è una celebre opera di Caravaggio, che il maestro dipinse a olio su tela nel 1608 e che è attualmente conservato nella Galleria Palatina di Firenze.

Il quadro è un meraviglioso esempio dell’opera pittorica di Caravaggio, con una storia piuttosto particolare e un risvolto clinico del tutto inatteso fino a non troppo tempo fa.

amorino dormiente
L’amorino dormiente di Caravaggio cela la presenza di una malattia – labiennale.it – Fonte Wikimedia Commons

Ma andiamo con ordine. L’opera fu iniziata e completata a Malta su commissione di Francesco dell’Antella, Gran cavaliere dell’Ordine di San Giovanni. Fu poi il fratello a portare a Firenze il dipinto.

A distanza di quasi 60 anni, l’opera venne poi acquistata dal cardinale Leopoldo de’ Medici, ed è proprio l’inventario della sua eredità a fornire una descrizione di questo “quadro in tela alto, braccia 1 e 1/8, largo 2 e 1/8, dipintovi un Amorino che dorme con l’arcano e frecce, di mano del Caravaggio”.

Di cosa soffriva l’Amorino: un problema che oggi viene alla luce

Le curiosità dell’Amorino non sono però legate alle sue vicissitudini e al passaggio di diverse mani nella sua storia. Ad attirare l’attenzione è infatti un piccolo dettaglio. L’Amorino giace infatti su sfondo scuro, con un fascio di luce caldo che rivela il suo corpo, nudo e dormiente, con forti contrasti tra le zone di luce e quelle ombreggiate, caratteristica tipica delle opere di Caravaggio.

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Una copia dell’amorino dormiente, un fanciullo la cui storia sta tornando prepotentemente di contemporaneità dopo le valutazioni di alcuni studiosi – labiennale.it – Fonte Wikimedia Commons

Quello che molti non sanno è, però, che con ogni probabilità Caravaggio ottenne il risultato dell’Amorino ritraendo un bambino morto. Il particolare incarnato chiazzato del fanciullo celerebbe infatti una malattia infantile che alcune testimonianze sostengono che l’artista abbia copiato da uno sventurato bambino.

A parlarne è Alberto Mantovani, noto patologo e divulgatore scientifico italiano, secondo cui l’Amorino ha la milza ingrossata e le sue lesioni cutanee sarebbero tipiche di chi ha problemi di coagulazione. È dunque probabilmente morto per artrite reumatoide.

Insomma, l’opera di Caravaggio cela un toccate realismo di questa malattia che sarebbe stato solo in parte mitigato dagli attributi mitologici, vista la presenza di ali e faretra. Rimane però di fondo la presenza di una contemporaneità molto drammatica, che poco ha a che fare con i miti degli amorini, ma si riferisce invece alla presenza di una malattia che all’epoca in cui fu realizzato in dipinto non di rado determinava, purtroppo, degli esiti fatali.

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