Chi siamo

Redazione

Disclaimer

Privacy Policy

Luoghi quasi sconosciuti di Roma da visitare assolutamente: la Casina delle civette

Ogni angolo di Roma cela straordinarie bellezze. Dai luoghi più conosciuti a quelli più nascosti, sembra che la città eterna non smetta mai di stupire.

Ebbene, tra i luoghi meno conosciuti della Capitale – ma, per certi versi, uno dei più attraenti! – c’è la Casina delle civette, la vecchia dimora del principe Giovanni Torlonia jr. fino al 1938, anno della sua morte.

casina civette
La Casina delle Civette è uno dei luoghi più particolari di Roma, situato all’interno del parco di Villa Torlonia – labiennale.it – Fonte Wikimedia Commons

Ammirarla dall’esterno è già sufficiente per comprendere per quale motivo sia interessante conoscere la sua storia: costruita con una serie di aggiunte alla Capanna Svizzera che si trova ai bordi del parco e che è seminascosta da una collinetta artificiale, in grado di costituire un luogo di relax e di evasione rispetto alla principale residenza del principe.

La storia travagliata della Casina delle civette

La struttura è dunque composta da due edifici: uno è il villino principale, l’altra è la dipendenza, connessa al primo tra una piccola galleria in legno e da un passaggio sotterraneo.

casina civette
Nella sua lunga storia la Casina è stata attraversata da ricostruzioni, aggiunte, distruzioni e restauri – labiennale.it – Fonte Wikimedia Commons

Difficile però dire quanto sia effettivamente rimasto della struttura originaria, considerato che già dai primi del ‘900 la Capanna Svizzera fu interessata da profonde trasformazioni che la trasformarono in una sorta di Villaggio Medievale, nome comune con cui fu conosciuta l’area. I lavori furono diretti dall’architetto Enrico Gennari e il piccolo edificio divenne una residenza con grandi finestre, loggette, porticati, torrette.

Dal 1916 l’edificio iniziò ad essere denominato “Villino delle Civette” per la presenza della vetrata con due civette stilizzate tra tralci d’edera, un’opera eseguita da Duilio Cambellotti nel 1914. Le civette fanno peraltro ampio sfoggio anche nelle decorazioni e nel mobilio, proprio per volere del principe Giovanni, amante dei simboli esoterici.

Negli anni successivi l’architetto Vincenzo Fasolo aggiunse le strutture del fronte meridionale della Casina. Quindi, furono apportate decorazioni nelle vetrate, installate tra il 1908 e il 1930 e prodotte dal laboratorio di Cesare Picchiarini su disegni di Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi e Paolo Paschetto.

Nel 1944 fu avviata la distruzione dell’edificio e quando nel 1978 il Comune di Roma acquisì la villa, si trovava oramai in condizioni disastrose, ulteriormente aggravate da un incendio del 1991. Dal 1992 partirono poi dei faticosi lavori di restauro che hanno cercato di restituire alla città quello che è uno dei più interessanti edifici del secolo scorso.

Impostazioni privacy