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Cinque donne protagoniste della mostra di ArtDubai in modo del tutto originale. Ecco cosa è successo

Cinque donne ritratte da cinque artisti italiani hanno fatto mostra di sé ad Art Dubai: una ricorrenza artistica che giunge a breve distanza dalla “nostra” Festa della Donna e che ha ottenuto un rilevante successo.

Nella sezione della fiera di Dubai dedicata all’arte digitale, curata da Auronda Scalera e Alfredo Cramerotti, infatti, le opere hanno attirato l’attenzione dei numerosi visitatori per il loro valore storico e artistico.

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Alla mostra Art Dubai c’è stato spazio per un po’ di Italia – labiennale.it – Fonte ArtDubai.ie

Si tratta infatti di cinque capolavori d’arte italiana che vanno dal Rinascimento al Novecento e che… non sono stati spostati dai rispettivi musei che li ospitano: quelle che sono state mostrate a Dubai sono infatti delle limited edition digitali create dalla start-up fondata da Franco Losi, che ha brevettato i DAW, digital artwork, speciali multipli 1:1 di opere autorizzate dai musei che le custodiscono.

Quali sono le opere mostrate a Art Dubai

Le opere mostrate a Art Dubai costituiscono un’eccellenza della nostra storia dell’arte: troviamo infatti La Scapigliata di Leonardo Da Vinci, La Muta di Raffaello Sanzio, il ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio dipinta dal Bronzino, Il Ritratto di dama di Giovanni Ambrogio De Predis e la testa di giovane donna di Modigliani.

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Successo di pubblico per l’iniziativa Art Dubai – labiennale.it – Fonte ArtDubai.ie

Ogni copia digitale è mostrata su uno schermo ad altissima risoluzione ed è dotata del certificato di garanzia e della riproduzione della cornice originale.

Per ogni DAW acquistato da collezionisti, società o fondazioni d’arte, viene corrisposta una percentuale del ricavato del museo che ha autorizzato la creazione del multiplo digitale, solitamente un massimo di nove, un numero convenzionale legato ai multipli della storia dell’arte più recente. Ecco dunque che questa iniziativa rappresenta per i musei anche un modo innovativo di autofinanziarsi, visto e considerato che i primi multipli andati in vendita a circa 300.000 euro.

Naturalmente, ammirare un’opera originale rispetto alla copia digitale non può essere certo la stessa cosa. Tuttavia, si tratta comunque di un’iniziativa che genera curiosità e interesse nei confronti dell’arte e della tecnologia, e che mostra altresì come l’innovazione possa giocare un ruolo favorevole nei confronti dello sviluppo dei musei, dando loro – come abbiamo visto – una nuova linfa finanziaria e la possibilità di poter espandere facilmente le proprie attività all’estero, senza alcun tipo di barriera fisica e con tempi e modalità che sono piuttosto convenienti dal punto di vista economico e organizzativo.

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