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La mostra di sole donne, per riscrivere l’arte al femminile. Non sono solo il soggetto dell’opera

Una mostra dedicata solo all’arte al femminile: ecco come potete prendere parte a questa interessante iniziativa

Una missione davvero profonda ed interessante quella portata avanti da Alexandre Quoi, curatore e responsabile del dipartimento scientifico del Musée d’art moderne et contemporain de Saint-Étienne Métropole.  Tutto parte da una grande (e non troppo felice) consapevolezza: quella secondo cui la storia dell’arte è stata scritta dagli uomini (Linda Nochlin).

Musée d’art moderne et contemporain de Saint-Étienne Métropole,
Tutto sulla mostra al femminile al Musée d’art moderne et contemporain de Saint-Étienne Métropole. Foto da Adobe Stock (labiennale.it)

Da qui, dunque, la necessità di rendere decisamente più visibile la produzione artistica femminile: su 20.000 opere presenti nel museo, infatti, soltanto il 4% sono state realizzate da artiste donne. Questo scompenso, quindi, ha dato vita ad una serie di scambi volti a favorire l’uguaglianza di genere: l’iniziativa che ha preso vita porta il nome di The House of Dust.

Il nome deriva da un’opera della poetessa Alicia Knowles, fondatrice del movimento Fluxus. La donna ha creato nel 1967  una sorta di installazione multimediale (sul modello di una performance) che riproduceva una poesia di 84.672 quartine mediante processo informatico aleatorio. Proprio questo progetto, intitolato a sua volta The House of Dust, ha gettato le fondamenta per questa mostra super innovativa.

Tutto su The House of Dust, mostra del tutto al femminile

All’interno di questo progetto troviamo una selezione artistica accurata: via per i corridoi, infatti, potrete ammirare opere delle artiste donne più iconiche di sempre. Vi riportiamo giusto alcuni esempi, per darvi un’idea del concept attorno al quale ruota questa incredibile iniziativa.

mostra the house of dust
Uno stralcio della mostra The House of Dust, tutta al femminile.Foto da mamc.it (labiennale.it)

In collaborazione con il Centre national des arts plastiques, che ha fornito al MAMC circa 50 opere su 130, questa mostra contempla lavori di circa una trentina di artiste, tutte di differenti correnti artistiche, periodi storici e nazionalità.

Lo scopo non è tanto quello di condensare la produzione femminile in un’unica mostra, ma proprio di perseguire la politica inclusiva dell’ente museale, oltre che proporre una rilettura della sua storia e far scoprire fondi poco noti o di recente acquisizione (tratto dal sito ufficiale della mostra).

Troverete esposti non solo dipinti, ma anche installazioni, fotografie, oggetti di design  e via dicendo, tutti volti all’esplorazione di tre grandi macro categorie: linguaggio, corpo e materia. Tra le artiste esposte, spuntano nomi quali Magdalena Abakanowicz, Marina Abramović, Laurie Anderson, Eleanor Antin, Geneviève Asse, Anna-Eva Bergman e tantissime altre.

Che ne pensate di questa iniziativa?
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