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Il primo divulgatore scientifico della storia non aveva i social, ma 80 metri di muro. Il segreto della felicità in una incisione

Ami usare i social per seguire divulgatori scientifici? Allora devi assolutamente conoscere il primo divulgatore della storia!

Nel mondo moderno, la diffusione della conoscenza e della cultura si è dovuta adeguare ed evolvere grazie a nuovi mezzi, in particolar modo ai social media. Piattaforme come Facebook, Instagram, YouTube e TikTok hanno rivoluzionato il modo in cui comunichiamo e condividiamo le informazioni.

Divulgazione scientifica
Come funzionava la divulgazione scientifica prima dei social? (labiennale.it)

Tutto è diventato più rapido ed il bacino di utenza si è ampliato di molto. Attraverso queste piattaforme, anche scienziati, educatori, insegnanti e divulgatori hanno avuto la possibilità di condividere le proprie idee, curiosità storiche e video divulgativi in generale. Non è raro, infatti, che a volte può capitare di scoprire una curiosità artistica o storica attraverso un video di divulgazione su un social.

Alla scoperta del primo divulgatore scientifico: cos’è la felicità?

Anche se i social ormai sono diventati uno strumento fondamentale e quasi indispensabili, per una divulgazione scientifica e culturale, la storia ci racconta l’esempio di una divulgazione nata molto tempo prima dell’avvento dei social: quello di Diogene di Enoanda.

Siamo in Grecia nel II secolo d. C. e Diogene è un filosofo noto soprattutto per la sua opera di divulgazione scientifica e filosofica. Certo, tutti abbiamo sentito parlare di Socrate, Aristotele ed Epicuro ma molto più raramente si sente parlare di Diogene di Enoanda. Ingiustamente dimenticato dalla storia, realizzò una grande opera di divulgazione.

Parliamo di una gigantesca iscrizione lunga circa 80 metri che si trova nella piazza centrale di Enoanda, nell’odierna Turchia. L’iscrizione riassume frasi, pillole ed informazioni sui più disparati argomenti tra cui filosofia, scienza, etica e la felicità. Diogene usò questo espediente per poter superare gli ostacoli comunicativi che potevano esserci nella sua epoca, in cui l’accesso alla conoscenza era limitato. Grazie a questa iscrizione, poteva diffondere le sue idee e comunicare saggezza alla comunità locale.

Il segreto della felicità
Iscrizione di Diogene di Enoanda, II d.C., Turchia – Fonte Instagram @pillole.di.storia (labiennale.it)

In particolar modo, l’iscrizione offre una prospettiva importante sul concetto di felicità, sottolineando come la virtù, la semplicità e la ricerca interiore sia la chiave per trovare la felicità vera. Secondo Diogene, infatti, la vera felicità non risiede nei piaceri materiali ma nell’armonia interiore e in una realizzazione spirituale. Invita tutti coloro che potevano leggere la sua descrizione a riflettere sulle proprie azioni e ad avere una vita autentica e integra, al di là di quelle che potevano essere le loro ricchezze.

L’intento divulgativo di Diogene è impresso nella stessa iscrizione, infatti nelle prime righe lui racconta che, essendo ormai anziano era sua preoccupazione prendersi del tempo per poter salvare le persone dalle idee contaminate ed errate che potevano serpeggiare tra di loro. Esorta a ricordare come, anche se provenienti da diversi popoli, tutti quanti abbiamo in comune una sola casa: la Terra.

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