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I tanti riferimenti all’arte del film premiato con quattro statuette agli Oscar: li avete notati tutti?

L’ultimo capolavoro di Yorgos Lanthimos, Povere Creature!, si presenta come un affascinante e complesso intreccio di riferimenti artistici e sociologici che cattura lo spettatore con la sua straordinaria profondità e complessità. Il film, insignito del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, candidato a undici premi Oscar e vincitore di quattro di essi, si distingue per la sua straordinaria capacità di amalgamare le tecniche narrative con l’analisi sociologica e artistica.

Povere creature parallelismi
“Povere creature!”: il capolavoro cinematografico intriso di riferimenti e significati artistici
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Il regista ci immerge in un mondo visivo e concettuale di contrasti cromatici, che vanno dal bianco e nero ai colori saturi, evocando un’atmosfera surreale e affascinante, e questa scelta non casuale riflette il tema centrale del film: la dicotomia tra il mostruoso e il meraviglioso, tra la bellezza e la bruttezza che risiedono nell’animo umano.

Più nello specifico, Lanthimos ci conduce in un viaggio osé nell’anima umana, dove la scoperta si manifesta attraverso un oscuro connubio tra sperimentazione carnale e ricerca del piacere. Il film, esplorando la trasformazione sistematica dei corpi, ci getta nel vortice dell’edonismo, alimentato dalla curiosità scientifica, e proprio questa fusione ci offre uno sguardo avvincente sull’essenza dell’umano come artefice del mostruoso e del meraviglioso. Così, la trasformazione sistematica dei corpi, esplorata con audacia e sensibilità, diventa il fulcro attorno al quale ruota l’intera narrazione, offrendoci uno sguardo profondo e provocatorio sulla natura umana.

Povere Creature! – Un capolavoro cinematografico intriso di profondi echi artistici

Al centro di questa esplorazione si erge il dottor Godwin Baxter, magistralmente interpretato da Willem Dafoe, che si presenta come una sorta di Dottor Frankenstein rivoluzionario, capace di manipolare non solo la materia fisica, ma anche le emozioni e i desideri dei suoi soggetti. Le pesanti cicatrici che adornano il suo volto evocano le opere deformate e convulse di Francis Bacon, trasportandoci in un mondo di orrore e bellezza, dove il confine tra realtà e fantasia si fa sempre più labile.

Povere creature riferimenti
“Povere Creature”: parallelismi con Bacon, Bosh, Degas e Toulouse-Lautrec
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Ma è nella Londra del XIX secolo che troviamo il terreno fertile per la nostra esplorazione artistica e sociologica. Patria del pudore ma anche di grandi opere letterarie come per l’appunto Frankenstein di Mary Shelley, questa città diventa il palcoscenico di un’epica performance artistica, dove ogni dettaglio è una citazione visiva che stimola la mente dello spettatore. Le strane creature che popolano la casa dello scienziato ci rimandano alle visioni apocalittiche dei dipinti di Hieronymus Bosch, trasportandoci in un mondo di tenebre e incantesimi, dove la bellezza si fonde con l’orrore in un connubio irresistibile.

Nel momento in cui poi Bella inizia il suo coraggioso percorso di emancipazione e ricerca della libertà sessuale, lo spettatore sembra quasi si trovi immerso in un’atmosfera intrisa delle sfumature artistiche di Edgar Degas, rivelando anche un’introspezione profonda e sensibile nell’indagine delle complesse emozioni umane.

La maestria dell’artista nel catturare non solo l’aspetto fisico dei suoi soggetti, ma anche i loro stati d’animo e le loro sfumature emotive, si riflette infatti in modo potente nel film. Le scene che seguono il percorso di Bella sono permeate da una sensibilità artistica che trascende il semplice contesto visivo, portando lo spettatore a esplorare la complessità delle aspirazioni della protagonista. L’arte di Degas diventa quindi un mezzo attraverso il quale il regista trasmette e amplifica le emozioni dei personaggi, creando un’intensa connessione emotiva con il pubblico.

E mentre ci addentriamo più a fondo nella vita di Bella e della sua amante, l’opera cinematografica assume una dimensione surreale, quasi ci si trovasse immersi in uno dei dipinti iconici di Henri de Toulouse-Lautrec. Questo celebre artista, rinomato per la sua capacità di catturare con uno sguardo penetrante l’intimità e la sensualità umana, dona al film una ricchezza visiva che arricchisce profondamente la trama. Le sfumature dei sentimenti, le tensioni e le passioni che permeano le interazioni tra i protagonisti vengono così amplificate e messe in risalto attraverso la lente di Lautrec, il quale offre uno sguardo tanto delicato quanto profondamente incisivo sulle emozioni umane più intime.

Attraverso la lente di riferimenti artistici e parallelismi ricchi di significato, il film offre pertanto uno sguardo penetrante sulle dinamiche umane e sociali, intrecciando le sue narrazioni con un dialogo silenzioso con i grandi maestri dell’arte.

Altri parallelismi in Povere Creature!

Proprio in questa prospettiva di profonda analisi sociale, emerge un confronto intrigante con “Barbie”, un’altra pellicola del 2023 diretta da Greta Gerwig che, pur con profonde disparità strutturali e tematiche, condivide con “Povere Creature!” un’indagine critica sulla condizione umana e sui ruoli di genere, ponendo così le basi per un’esplorazione più profonda delle tematiche affrontate.

Barbie e povere creature
Tra ‘Povere Creature’ e ‘Barbie’: un confronto complesso
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Entrambi i film affrontano infatti il tema dell’emancipazione femminile e satirizzano le fragilità maschili, offrendo, a loro modo, una riflessione acuta sulle dinamiche di potere e controllo presenti nel tessuto sociale contemporaneo.

Mentre “Barbie” si distingue per un tono leggero e giocoso, ritraendo l’emancipazione femminile attraverso un prisma quasi glamour e facilmente accessibile, contribuendo così a diffondere i concetti base dell’emancipazione femminile e ad attrarre un vasto pubblico nelle sale cinematografiche per mesi, il personaggio di Bella in “Povere Creature!” compie un passo ulteriore. Affronta tematiche più mature e complesse, esplorando la sessualità e la libertà del corpo con una naturalezza disarmante.

In contrasto con l’apparente leggerezza di “Barbie”, “Povere Creature!” si immerge in un contesto più crudo, esplorando le sfide sociali e psicologiche con una sensibilità e un’intensità che catturano l’attenzione e lo distinguono.

Il film mette così in luce le contraddizioni e le tensioni della società contemporanea in modo diretto e senza fronzoli, offrendo uno sguardo schietto sulle complesse realtà umane.  Attraverso il viaggio di una piccola creatura intrappolata nel corpo di un’adulta, “Povere Creature!” ci regala un’analisi intima sulle tappe di una conquista personale e di genere che si protrae da due secoli. Con coraggio e determinazione, Bella si spinge dunque oltre i limiti convenzionali, incanalando le sfide e le vittorie di molte donne nella sua ricerca di libertà e autodeterminazione.

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