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Lo ritrovano dopo più di 40 anni grazie ad un antiquario onesto. Scattano i controlli

Un’importantissima opera d’arte è stata ritrovata dopo anni grazie ad un antiquario: ecco cosa rappresenta e come è accaduto

Alcune storie relative all’arte sono a dir poco tristi e sconcertanti: in rari casi, però, possono presentare un finale decisamente più positivo e sorprendente del previsto. A testimoniarlo potrebbe essere un antiquario riminese che, per puro caso, avrebbe ritrovato un quadro disperso ormai da quarant’anni: la notizia è stata riportata da il Resto del Carlino.

quadro ritrovato da un vecchio antiquario
Un noto quadro è stato ritrovato da un vecchio antiquario (labiennale.it)

Ma cosa è accaduto? Di fatto, quest’uomo aveva acquistato un noto quadro da un’antiquario riminese ad un costo di 5000 € nel maggio del 2022. In un secondo momento, però, l’uomo iniziò a nutrire dei forti dubbi, sospettando di aver comprato inconsapevolmente un eventuale bottino di furto.  Da qui, partirono una serie di indagini abbastanza approfondita.

L’antiquario, infatti, contattò dapprima il nucleo dei beni culturali di Ancona, per poi chiedere un consulto anche a quelli di Roma. Ed effettivamente non si era sbagliato, il quadro era stato rubato tra il 29 e il 30 maggio del 1978, dunque 46 anni fa, dal castello del marchese Innocenzo Patrizi Montoro di Castel Giuliano di Bracciano (Roma) e non fu l’unico.

Un antiquario ritrova il Ritratto di fanciulla: ecco le dinamiche

L’opera in questione è il Ritratto di Fanciulla, realizzato nel Seicento ed attribuito a Giovanni Francesco Romanelli, detto il Viterbese o il Raffaellino. Non appena venne data per certa l’identità del dipinto, i carabinieri del nucleo beni culturali hanno dato il via ad una perquisizione presso l’abitazione dell’antiquaria e hanno scoperto molto di più.

quadro ritrovato da un vecchio antiquario
Il Ritratto di Fanciulla è stato ritrovato da un vecchio antiquario (labiennale.it)

Il quadro rappresenta una dama del Seicento, vestita di tutto punto, seduta in un ambiente esterno. In mano presenta una sorta di pergamena arrotolata, motivo per cui non si sa cosa possa contenere al suo interno, mentre il suo sguardo è rivolto di lato, dunque non all’osservatore. Con tutta probabilità, dunque, o semplicemente pensierosa o sta guardando qualcun altro, immaginato fuori dalla tela.

Tra le altre opere ritrovate all’interno dell’abitazione, citiamo anche un mezzo busto d’avorio di Beatrice di Sardegna e un dipinto di San Pietro, entrambi rubati presso due istituzioni differenti. Chiaramente tutte le opere sono state sequestrate dai militari del nucleo beni culturali: sono attualmente in corso accertamenti in merito al percorso delle opere fino ad oggi e verso l’antiquaria è scattata una denuncia per ricettazione. 

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