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Un mistero che si nasconde dietro il capolavoro: ecco cosa hanno rivelato i raggi X

Capita spesso che l’opera d’arte non si fermi solo al primo strato della tela ma nasconda sotto alcuni segreti!

Uno degli protagonisti di spicco della storia dell’arte in generale è sicuramente il pittore francese Paul Cézanne. Fu uno dei maggiori esponenti il post-impressionismo e per molti storici e critici d’arte fu lui il ponte tra l’impressionismo e quello che seguì dopo, il cubismo. Le sue pennellate erano piccole e sovrapposte e tra i temi che più amava ritrarre c’erano paesaggi e vedute.

Un mistero nascosto
Natura morta con pane e uova di Paul Cézanne, Cincinnati Art Museum (labiennale.it)

Non mancano, però, tra le sue opere delle nature morte. In particolare, c’è n’è una che ha destato non pochi misteri e stupore, si tratta di Natura morte con pane e uova del 1860, conservata al museo d’arte di Cincinnati. Viene riconosciuto come uno dei primi dipinti dell’artista. Ma cosa ha di speciale quest’opera?

Pane, uova e…un segreto visibile solo ai raggi X

Se ci soffermiamo sull’opera in sé, notiamo delle baguette, delle uova, delle cipolle rosse, un boccale, un coltello e un bicchiere di vetro. La composizione è abbastanza scura e viene illuminata parzialmente solo dal panno drappeggiato in primo piano. Resta, comunque, una delle opere appartenenti al periodo oscuro di Cézanne ed è realizzato in maniera piuttosto realista, ben lontana dal so periodo post-impressionista.

Il segreto dei raggi X
Radiografia ruotata di 90°, Cincinnati Art Museum (Fonte Lemonde) e Autoritratto, Paul Cézanne, Ny Carlsberg Glyptotek, Copenaghen (labiennale.it)

Come tutte le scoperte, quelle più interessanti avvengono per caso. È successo così anche per quest’opera che nel 2022 ha avuto bisogno di uno speciale trattamento di pulizia e proprio grazie questa necessità, la conservatrice del museo, Serena Urry, ha notato qualcosa di strano. Alcune crepe sembravano anomale, come se stessero nascondendo qualcosa. La Urry ha subito disposto che l’opera fosse passata ai raggi X per cercare di capire se ci fosse qualcosa nel sottostrato.

L’intuizione della conservatrice è stata più che giusta, infatti, la radiografia ha mostrato un qualcosa di eccezionale. Se si ruota in maniera verticale la foto della radiografia, viene fuori la sagoma di un ritratto. Gli studiosi che lo hanno analizzato ritengono che possa trattarsi di un autoritratto dello stesso artista che all’epoca della natura morta aveva più o meno vent’anni.

Se si mette a paragone questo ritratto ai raggi X con uno dei tanti autoritratti di Cézanne, si notano delle forti somiglianze come, ad esempio, il naso, la distanza degli occhi e la fronte larga. Conoscendo il modo di lavorare e la personalità di Cézanne, non sembra possibile che quello che il dipinto nascosto potesse rappresentare qualcun altro o un idealizzazione. Cézanne parlava di un’arte che doveva dipingere ciò che vediamo, non ciò che pensiamo di vedere. Sembra abbastanza plausibile, quindi, che si tratti proprio di un suo autoritratto

Il museo ha pianificato ulteriori indagini con degli studiosi esperti di Cézanne e per ora non si aspettano che conferme.

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