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Che fine ha fatto il Palazzone del film cult di Sofia Loren. L’architettura che fa riflettere

La piccola storia incontra la “grande storia”: il caso del film di Ettore Scola con Sofia Loren e Marcello Mastroianni.

Sofia Costanza Brigida Villani, meglio conosciuta come Sofia Loren è un’icona del cinema che ha incantato intere generazioni. L’American Film Institute l’ha classificata tra le attrici più grande del cinema americano di tutti i tempi. Già a 15 anni muove i primi passi nel mondo dello spettacolo mentre i primi ruoli importanti arrivano nei film degli anni ’50 in cui collabora con grandi nomi come Marcello Mastroianni, Antonio De Curtis, Vittorio de Sica e molti altri.

Il film cult di Sofia Loren
Sono molti i film che ci hanno fatto innamorare di Sofia Loren (labiennale.it)

Negli anni ’70 c’è un film che spicca su tutti ed è “Una giornata particolare”, diretto da Ettore Scola. Un film che è diventato parte del patrimonio artistico, storico e sociale in quanto rientra nella lista dei 100 film italiani da salvare. Assieme a Marcello Mastroianni, Sofia Loren parla di una Roma del 1938.

Antonietta e Gabriele, i due protagonisti del film si incontrano in una data particolare: precisamente il 6 maggio, quando Adolf Hitler fece visita alla Capitale.

Palazzo Federici e la cinematografia: l’architettura italiana nel cinema

Le vicende dei due protagonisti del film si intrecciano con una storia più grande di loro con lo sfondo del fascismo e dei vari conflitti contemporanei. Ci troviamo a Palazzo Federici, un complesso di grandi palazzoni che furono costruiti nella città di Roma nel 1931, ad opera dell’architetto Mario de Renzi.

Mario de Renzi era un architetto esponente del razionalismo italiano, un movimento che prendeva a piene mani dall’antica architettura romana classica. Era un modo per non rompere con la tradizione ma per mescolare passato e presente.

L'architettura italiana al cinema
Una scena del film “Una giornata particolare”, scatto di Johnny Freak e Palazzo Federici, scatto anonimo (labiennale.it)

Questo è il contesto scenografico della storia raccontata del film ed è qui che si svolgono quasi tutte le vicende. La zona comprende 442 appartamenti e 29 scale. L’area è di circa 15.400 metri e quello che viene fuori da questo tipo di architettura è un senso di isolamento.

Quello che ne traspare, infatti, è una sorta di piccola città, o una città nella città. Tanto è vero che al piano terra erano stati previsti nel progetto originario anche una serie di negozi, una sala cinema e supermercati.

La struttura stessa del palazzo, quasi come se fosse un alveare fatto da tanti corridoi, permetteva ad Antonietta e a Gabriele di rimanere in un certo senso separati dalla storia che si stava scrivendo in Italia in quei giorni. La vita nel palazzo scorre come sempre tra la possibilità di conoscersi e di innamorarsi.

Quasi come a dire che la vita e le sue cose semplici, possono riuscire ad andare avanti nella loro quotidianità nonostante l’orrore che può esserci al di là di quelle mura.

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